LA STORIA
CENNI STORICI SULLA BATTAGLIA E MAPPA DEI LUOGHI
Nei luoghi che vanno dalle colline del castello di Montegualandro fino alla piana di Tuoro, nel 217 A.C. si è svolta la famosa battaglia del Trasimeno nella quale l'esercito romano agli ordini del Console Caio Flaminio fu pesantemente sconfitto dall'esercito cartaginese condotto da "Annibale".
In quella mattina, presumibilmente del 21 giugno 217 A.C., i territori circostanti furono letteralmente sconvolti dalla durezza dello scontro, fra 45.000 soldati cartaginesi, di cui 10.000 cavalieri e 25.000 legionari romani. Si narra che il fiume Macerone, che scorre nella valle fino al lago, rimase rosso di sangue per alcuni giorni. La battaglia costò circa 15.000 vittime ai romani e circa 2.500 ai cartaginesi.
Questa fu la famosa battaglia del Trasimeno, disfatta degna di memoria, tra le poche subite dal popolo romano.
LA BATTAGLIA DEL TRASIMENO: DALLA STORIA ALLA TOPONOMASTICA ERUDITA
Nel luglio 217 a.C. Annibale valicò gli Appennini e giunse in Etruria a Fiesole. Sul lato opposto si organizzarono i consoli Gneo Servilio e Caio Flaminio che, non conoscendo con precisione la via seguita dai Cartaginesi, portarono le loro truppe rispettivamente presso Ariminum e Arretium. Era loro intenzione unirsi in un solo gruppo quando le scelte strategiche di Annibale fossero state più chiare. Nonostante in seguito a piogge torrenziali la Valle d'Arno fosse alluvionata, l'avanzata dell'esercito cartaginese verso sud fu inesorabile (anche se, in quell'occasione, Annibale perse la vista dell'occhio sinistro) e, entrato in Valdichiana tenendo sulla sinistra Cortona, procurò numerose devastazioni con lo scopo di provocare il console Caio Flaminio a battaglia: infine, interrotti i saccheggi, l'armata di Annibale giunse in prossimità del lago Trasimeno e poté celarsi alla vista del nemico scomparendo oltre una strettoia che si apriva sulla costa settentrionale di quel bacino prima del ricongiungimento di Flaminio con Servilio che ormai aveva lasciato Ariminum. La mattina del 24 giugno del 217 a.C. l'esercito romano entrò nella strettoia marciando nella pianura ai piedi delle colline di Tuoro. Caio Flaminio decise di inoltrarsi in quella vallata senza predisporre ricognizioni, probabilmente perché convinto di avere le truppe di Annibale a più di un giorno di cammino. Tra l'altro, a detta degli storici, la giornata era molto nebbiosa. Dalle colline circostanti scesero, con un'enorme forza d'urto, la cavalleria e la fanteria dei Cartaginesi, che attaccarono l'esercito da ogni direzione. I Romani non ebbero tempo e spazio per combattere secondo il loro abituale assetto di battaglia e furono sospinti facilmente verso il lago senza alcuna possibilità di scampo. Fu un massacro terribile; vennero uccisi 15.000 soldati romani ed anche il console Flaminio perse la vita in battaglia. Circa 6.000 soldati della prima schiera scamparono dalla parte del monte dopo aver fatto impeto vigoroso attraverso i nemici e trovarono rifugio in un villaggio etrusco. Ma i gruppi dirigenti etruschi di Cortona e Perugia non aprirono le porte delle loro città, presidiate probabilmente all'interno da guarnigioni romane e rimasero fedeli all'Urbe.
ALCUNE FOTO
Moneta raffigurante Annibale
Busto di Annibale
Schema della Battaglia di Annibale sul Trasimeno
Fonti: - "Guida alle Collezioni" di Paolo Bruschetti e Paolo Giulierini del Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona, MAEC. - "La Battaglia del Trasimeno" di Santino Gallorini
